martedì 5 luglio 2005

Schism

Oramai son preso da un furore estatico da citazioni che mi porta a postare soltanto testi di canzoni, battute di film o estratti da libri. Dato che suppongo che questa situazione si protrarra` ancora per un po' ecco che vi propino il testo della bellissima Schism tratta dallo splendido album Lateralus dei Tool. In attesa che al sottoscritto torni la voglia di scrivere qualcosa di originale... e dire che di idee e spunti ne avrei.



I know the pieces fit cuz I watched them fall away
mildewed and smoldering, fundamental differing,
pure intention juxtaposed will set two lovers souls in motion
disintegrating as it goes testing our communication
the light that fueled our fire then has burned a hole between us so
we cannot see to reach an end crippling our communication.

I know the pieces fit cuz I watched them tumble down
no fault, none to blame it doesn't mean I don't desire to
point the finger, blame the other, watch the temple topple over.
To bring the pieces back together, rediscover communication.

The poetry that comes from the squaring off between,
And the circling is worth it.
Finding beauty in the dissonance.

There was a time that the pieces fit, but I watched them fall away.
Mildewed and smoldering, strangled by our coveting
I've done the the math enough to know the dangers of a second guessing
Doomed to crumble unless we grow, and strengthen our communication

cold silence has a tendency to atrophy any sense of compassion

between supposed lovers
between supposed brothers.

And I know the pieces fit.

TOOL - Schism





bye

lunedì 4 luglio 2005

Renton said:

Choose life. Choose a job. Choose a starter home. Choose dental insurance, leisure wear and matching luggage. Choose your future. But why would anyone want to do a thing like that?

 Trainspotting - 1996 regia di Danny Boyle

domenica 3 luglio 2005

Seabeast

If I stand around and watch them drown in a pool of gray

When we dive in I can surely say there's feud with force

Am I in your way? Please knock me down. Can I help you in?

When I'm not around let us all be found in certain ways



Dear Mr. Queequeg you have been informed your life's been saved You are not a black-hearted vicious mess so it has been claimed If this is the beast pulling us towards the east with mighty waves Let us look inside and pull out all your pride you know it's up to us



Holding pasts in ash black earth

Bound by roots

Roots into sand

Grow towards the giver

 

There's an open wound placed upon my heart in anger's rage

If we open up a spirit, a spirit that can bleed

Ahab the leading lad we can trust his obsession carries them

Meet us at the temple healing all the crippled



Don't forget the maimed

Lower soul sent with gifts offering

Teeth of hope travel with

Child laid next to mother



mastodon - seabeast


bye

giovedì 30 giugno 2005

MILLE!

 Mille!

Affermerebbe con la sua aria stranita l'Ingegner Cane di Fabio De Luigi!

Mille sono coloro che in questi 3 mesi hanno visitato (per interesse o per caso) il mio blog.

Mille le anime che si sono perse per i meandri dell'abisso.

Mille erano i componenti della spedizione di Garibaldi (ma che cavolo c'entra poi???).

Inutile negare che questo traguardo non mi inorgoglisca almeno un po' e, nonostante io non sia solito cedere alla auto-glorificazione, ho ritenuto che un post ci stava.

Peccato che questo traguardo, che in altri tempi mi avrebbe fatto molto piu` felice, arrivi in uno dei momenti per me piu` tristi degli ultimi tempi.

Arriva quando mi ritrovo a sperimentare su di me quanto scrivevo nemmeno 15 giorni fa sul dolore...

Ovviamente si parla di sentimenti, di cuori spezzati, parole non dette, parole dette, rimpianti vari e un senso di vuoto che per adesso non riesco a riempire.

E` proprio vero che ci si accorge di quanto si avesse bisogno di una cosa solo quando la si perde...

Basta! Questo doveva essere un post di giubilo e non uno sfogo quindi non aggiungo altro, in caso ne scrivero` piu` avanti...

Ringrazio quindi tutti coloro che mi hanno letto e commentanto, gli amici, i familiari, StrongAle il cui aiuto per tenere vivo questo Blog e` prezioso, Tommybass per aver scritto testimonianze importanti fin quando ha potuto, Dharmabuddy e il suo blog Dharmaland per i commenti e gli stimoli, il professor Daniele Vernon De Mars e Antonio Sofi (webgol) per la lezione sui blog nel corso di "Teoria e Tecniche dei New Media" che hanno acceso il mio interesse per questo magnifico strumento... Sicuramente dimentico qualcuno che meriterebbe di essere citato, non me ne voglia e` solo distrazione e colpa del mio neurone solitario (Andrea questa la capiremo in pochi )!

Ah non e` che smetto di scrivere eh! Ci mancherebbe, non vorrei che tutto questo ringraziare, unito ai piagnistei di poco sopra alimentasse strane idee!

Non vi libererete tanto facilmente di me!

bye

martedì 28 giugno 2005

Un post un po' inutile...

Come da titolo un post un po' inutile per dare una notizia () relativa al blog:

Finalmente IntoTheVoid e` indicizzato da Google!!!

A dire il vero lo e` gia` da qualche giorno ma non mi ricordavo mai di postarlo... Certo non sara`  la notizia del secolo, ne mi fara` vincere il pulitzer ma almeno adesso e` rintracciabile in maniera molto piu` veloce. Spero pertanto che approdino su questi oscuri lidi numerosi lettori provenienti da tutta la rete.

Per concludere aggiungo anche che oggi sono abbastanza soddisfatto dato che mi son appena guadagnato un bel 30 all'esame di "Cultura e societa` in Italia"... mi manca davvero poco ad essere pienamente soddisfatto della giornata!

Stasera per festeggiare vedo se riesco a andare a farmi una bella birra!

Bene direi che ho gia` scritto abbastanza cose inutili e di dubbio interesse per il mondo, posso dirmi soddisfatto!

bye


lunedì 27 giugno 2005

Vena poetica

Ricompaio sul blog dopo un bel po' di tempo dal mio primo e, sin'ora,ultimo post.Dopo averci pensato su abbastanza da decidere di proporvela,ma forse non abbastanza da esserne completamnete convinto,ecco qua una mia "poesia" che definirei piuttosto una catena di pensieri o una riflessione poetica,insomma tutto tranne una poesia, che ho scritto alcuni mesi or sono.Il fatto che sia scritta in inglese è dovuto a una pura questione metrica........chi ci crede?


Ciao e ecco a voi:


WHAT is life?


A miracle,none can deny it!


 

 HOW is life?



 I think it's hard giving life adjectives universally agreed!

 

 Life is lots of ways and each one is a wonderful way,although with positive and         negative sides!

 

 So i should ask this question to every single person on this crazy planet and i'd get billions of different answers.

 I'm trying to ask myself the same question and i'd say that life is:

 strange,ironic,cruel but most of all life is beautiful and this is what i try to think of,about  how life is;

 yes,i try,because it's not easy,at least not everyday.

 

 But i have a hope:

 me and you,together again,

 like two clouds enlightened by the sunset,

 wandering and dancing free,

 having all the time we need,

 no more distances,no more pain in vain,

 like in a dream,

 forever.........

                                                 A.G.    

sabato 25 giugno 2005

Scherzi di identita`...

Orami completamente guarito mi accingo a trascivere una riflessione sull'identita` che avevo messo giu` su carta ormai diverso tempo fa...

In realta` avevo promesso a me stesso che avrei parlato di qualcosa di attuale (e non che tra le gaffe del nostro premier e altri fatti che leggiamo sui giornali mi mancassero gli spunti) ma fa troppo caldo per elaborare qualcosa di nuovo quindi vada per il riciclaggio che non fa mai male! 

A volte odio me stesso per quello che sono, perché non posso essere diverso da come sono. A volte mi chiedo perché non sono come tutti, perché non riesco a vestirmi come tutti, a pensare come tutti a “divertirmi” come tutti (non che non mi diverta a modo mio o mi diverta in maniera strana eh… è inteso in senso macroscopico). A questo punto vi starete chiedendo “ma tutti chi?” e vi rispondo prontamente “Tutti!”. Tutti i miei coetanei la grande massa più o meno informe di ventenni che naviga tra discoteche, feste alla moda e vestiti firmati. Quelli che si accompagnano con ragazze che sai bene non ti degneranno mia di uno sguardo se non per commiserare il tuo abbigliamento casual/pseudo-alternativo, quelli che se ti avvicini anche solo per chiedergli l’accendino ti squadrano dall’alto come se ti stessero facendo una enorme concessione solo a considerarti un essere umano (fidatevi è successo ad un mio amico ed ero presente). Quelli per cui sei uno “loffio” (  per il termine ringrazio Claudio, un mio amico, che mi ha illuminato sulla divisione dell’umano genere in tre macrocategorie sulla base dell’abbigliamento: la bella gente, i tamarri e i loffi)!

La massa io l’ho sempre fuggita e lo ammetto anche disprezzata. Tuttavia a volte mi chiedo perché non posso farne parte, perché sono, e devo essere, a tutti i costi diverso, strano (o semplicemente magari parte di una massa più ristretta).

Forse se solo riuscissi ad essere “normale” tutto sarebbe più facile, con meno problemi… ma che vuol dire “normale”? E soprattutto per questa normalità vale la pena di rinnegare se stessi per anelare ad una vita in apparenza più facile? No! Penso, ed ho sempre pensato (penso decisamente troppo), che anche la vita di coloro che si agitano nelle discoteche in jeans di Armani e magliette rosa  abbia dei momenti tristi o delle problematiche, magari diversi da i miei, ma come la vita di ogni essere umano.

Certo, e qua torno alla riflessione sul dolore postata qualche tempo fa, se hanno problemi esternamente non si direbbe visto che niente sembra  distoglierli dal divertimento, che niente possa toccarli o sorprenderli. Ma d’altra parte l’ho scritto che secondo me oggi il dolore è rifiutato e nascosto invece di essere vissuto.

Forse non conosco abbastanza bene il mondo che critico tanto severamente ma quel che so, per esperienza personale, mi porta a scrivere questo, ovviamente ogni smentita, commento o critica, purché costruttiva, è bene accetto.

Per concludere si forse per alcuni versi se fossi omologato alla massa avrei una vita a volte più facile, ma la mi vita mi piace così com’è,  con i miei casini e i miei problemi, e non potrei mai e poi mai essere diverso da quello che sono.
magari stra
Magari strano sí… ma me stesso!

bye